ROMA – Dallo scorso aprile le autorità del Tigray, nel nord dell'Etiopia, rapiscono cittadini civili, compresi ragazzi di soli 15 anni, per arruolarli nelle forze armate. La denuncia arriva da Human Rights Watch (HRW) che ha svolto una indagine secondo cui uomini e ragazzi vengono forzatamente ingaggiati negli uffici, attraverso perquisizioni porta a porta, nei mercati, per le strade e nei siti di estrazione dell’oro, dove lavorano molti giovani della regione. Le persone ascoltate da HRW hanno raccontato che le autorità del Tigray hanno a disposizione una lista di ex combattenti e si servono di informatori di quartiere per identificare le potenziali reclute.
Il contesto. Questa operazione di reclutamento segue mesi di tensioni tra il governo federale dell’Etiopia e il principale partito politico del Tigray, il Fronte di Liberazione del Popolo (TPLF). Le due fazioni si sono scontrate negli anni 2020-2022 in un conflitto che ha messo a ferro e fuoco tutto il nord dell'Etiopia, finché hanno firmato una tregua nel novembre 2022. Prima di aprile il Fronte aveva organizzato riunioni pubbliche e inviato lettere per esortare gli ex combattenti delle Forze di Difesa del Tigray (TDF), il braccio armato del TPLF, ad arruolarsi nuovamente. Ai primi di giugno il TPLF ha emesso un proclama per imporre il servizio militare obbligatorio. Un portavoce del partito, in risposta alle critiche sollevate da HRW, ha negato le accuse e ha affermato che coloro che difendono il Tigray lo fanno volontariamente.








