Nel suo viaggio di sabato a Lampedusa, rilevante per diverse ragioni, papa Leone XIV ha visitato alcuni luoghi molto significativi legati alle migrazioni e alle morti nel mar Mediterraneo, nonché alla storia della piccola isola siciliana. Lampedusa dista 120 chilometri dalle coste della Tunisia e poco meno di 300 da quella libica: per questo ogni anno, da tempo, arrivano lì migliaia di persone migranti che attraversano il Mediterraneo su imbarcazioni usa e getta, dopo un viaggio difficile e pericoloso.
Il primo posto visitato da Leone XIV dopo essere atterrato all’aeroporto locale è stato il cimitero a Cala Pisana, sulla costa sudest dell’isola, dove sono sepolte molte persone migranti morte in mare, oltre a quasi tutte le persone morte sull’isola (che ha una presenza umana stabile solo da metà Ottocento). Il papa ha deposto una corona di fiori in un piccolo spiazzo di terra in cui c’è la tomba di Yusuf Ali Kanneh, un bambino di sei mesi morto in un naufragio nel 2020. È una delle poche tombe di persone migranti con un nome: la gran parte delle salme seppellite lì non è mai stata identificata.
Le tombe di alcune persone migranti, tra cui quella di Yusuf Ali Kanneh, al cimitero di Lampedusa, 3 luglio 2026 (AP Photo/Alessandra Tarantino)











