Dopo il furto di Fentanyl a Roma e il presunto furto a Sesto San Giovanni, Fanpage.it ha ricostruito il percorso che ogni fiala di oppioide segue all’interno di un ospedale: ecco chi può detenerlo e quali controlli dovrebbero impedirne la scomparsa.
Immagine di repertorio
La scomparsa di 80 fiale di Fentanyl dall'Ospedale Israelitico di Roma e il presunto furto segnalato all'ospedale di Sesto San Giovanni, nel Milanese, hanno riportato al centro del dibattito pubblico uno dei farmaci più potenti utilizzati in medicina e, allo stesso tempo, uno dei più controllati. Nonostante si tratti di due vicende ancora oggetto di accertamenti, entrambe offrono l'occasione per comprendere perché il Fentanyl si trovi all'interno degli ospedali, chi sia autorizzato a detenerlo e quali procedure ne disciplinino l'acquisto, la custodia e l'utilizzo.
Per rispondere a queste domande, attraverso documenti, norme, piani e circolari, Fanpage.it ha ricostruito il percorso che ogni fiala di Fentanyl dovrebbe seguire all'interno di un ospedale: dal suo arrivo fino alla somministrazione al paziente. Un percorso scandito da regole precise, registri obbligatori e controlli continui, pensato affinché ogni fiala sia sempre tracciabile. O, almeno, dovrebbe esserlo. Fentanyl, l'oppioide fino a 50 volte più potente dell’eroina Il Fentanyl è un oppioide sintetico sviluppato negli anni Sessanta e utilizzato ancora oggi negli ospedali. Serve per trattare il dolore molto intenso, durante gli interventi chirurgici, nelle terapie intensive, nei pronto soccorso e nelle cure palliative. La sua efficacia, tuttavia, è anche la ragione per cui è sottoposto a una disciplina particolarmente rigorosa. Secondo il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, può infatti essere fino a 100 volte più potente della morfina e fino a 50 volte più potente dell'eroina.










