Firenze, 6 lug. (askanews) – “Il costo dell’energia per noi è un tema di sicurezza nazionale. Oggi i primi due Paesi europei più produttivi, Italia e Germania, sono quelli che la pagano di più. Gli imprenditori vanno da un’altra parte perché altrove costa la metà, e se chi consuma muore, non rimane neanche chi produce”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo a Firenze all’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa. Per superare lo stallo delle autorizzazioni sulle rinnovabili, Orsini ha ribadito una proposta diretta al Governo: “suggerirò al Presidente del Consiglio la nomina di un Commissario all’energia. Abbiamo 4.000 concessioni ferme nei cassetti delle Regioni, per un totale di 134 Gigawatt. Serve un ultimatum: o le sbloccano entro sei mesi, o interviene il Commissario. Se non c’è qualcuno che decide, non si fa nulla”.

Nel delineare il mix energetico ideale, il leader degli industriali ha criticato le posizioni ideologiche sulla transizione ecologica, citando il modello tedesco: “dire che elimineremo subito le fonti fossili grazie alle rinnovabili è una bugia. Il fossile serve da cuscinetto quando non c’è sole o vento. La Germania sta realizzando il più grande impianto termoelettrico della sua storia, nessuno ha rinunciato davvero al gas”. Tra le soluzioni strutturali per abbattere i costi, Orsini ha avanzato un progetto strategico di interconnessione: “dobbiamo fare i compiti a casa. Un progetto percorribile è collegare la Spagna all’Italia con un cavo sottomarino, sfruttando un’eccellenza come Prysmian. Sarebbe come avere due supermercati sotto casa per scegliere dove comprare l’energia: a quel punto anche la Francia abbasserebbe i prezzi”.