di
Monica Colombo
Ruben Amorim atterra a Linate, prova a parlare italiano e va dritto al punto: «Non puoi venire al Milan senza la mentalità vincente». Dopo l'esperienza poco felice al Manchester United, mercoledì la presentazione ufficiale
Si era preparato la frase in italiano durante il volo che lo ha condotto allo scalo privato di Linate. «Sono davvero molto felice di essere qui. È un onore essere l'allenatore del Milan». Ruben Amorim, con la camicia bianca aperta da aperitivo in terrazza, sorride emozionato rispondendo alle prime domande da tecnico del Diavolo. Dopo la stagione appena conclusa, contrassegnata da contrasti interni alla dirigenza e una qualificazione all'Europa League come amara consolazione, parte il campionato determinato dalle scelte di Gerry Cardinale. La scelta di Ruben Amorim, 41 anni e l'etichetta di tecnico à la page dopo un biennio di successi allo Sporting Lisbona, è la prima.
Prosegue in inglese, poi: «Se vedi una mia vecchia intervista dicevo che questo è un club speciale per me. È una grande sfida. Dopo l'ultima volta (al Manchester United, ndr) mi sono detto di scegliere sfide meno impegnative, eppure eccomi qua (sorride complice, ndr), è una sfida ancora più grande. Ma sono orgoglioso di essere qua, ora voglio lavorare con il mio staff e i miei giocatori… Sono veramente felice di essere qui».









