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Sviluppare nuovi strumenti per valutare il rischio quando terremoti, maremoti, frane e liquefazione del terreno colpiscono lo stesso territorio e possono influenzarsi reciprocamente o generare effetti a cascata. È l'obiettivo di MATRICS (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS), il nuovo progetto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) avviato nell'ambito del programma Pianeta Dinamico 2026-2029.Coordinato da Lucia Luzi, dirigente di ricerca dell'INGV, il progetto punta a sviluppare metodologie innovative per la valutazione del rischio multi-pericolo, un approccio che considera contemporaneamente più fenomeni naturali che possono verificarsi nella stessa area, interagire tra loro o produrre effetti concatenati. L'obiettivo è migliorare la prevenzione, la pianificazione territoriale e la gestione delle emergenze attraverso strumenti più aderenti alla complessità dei processi naturali.La resilienza delle reti di monitoraggio

Uno degli aspetti più innovativi dell'iniziativa riguarda l'analisi della resilienza delle infrastrutture di monitoraggio dell'INGV. Durante una crisi sismica o vulcanica, infatti, reti sismiche e geodetiche, sistemi di telecomunicazione e trasmissione dei dati possono essere danneggiati proprio quando risultano indispensabili per seguire l'evoluzione dell'evento. MATRICS svilupperà metodologie per valutare vulnerabilità ed esposizione di queste infrastrutture rispetto a più pericoli naturali contemporaneamente, fornendo basi scientifiche per rafforzarne l'affidabilità operativa.