Quando un tentativo di intrusione informatica fallisce per un ostacolo imprevisto, un hacker in carne ed ossa si ferma, consulta la documentazione tecnica e riscrive il codice. È un processo che richiede minuti preziosi o intere ore.
Durante un recente attacco a un server aziendale, un errore di formattazione in una password ha bloccato l'ingresso al sistema. Il software malevolo ha esaminato il blocco, dedotto l'origine del problema, generato un nuovo codice di accesso valido ed effettuato il login in trentuno secondi netti.
Nessun essere umano si trovava alla tastiera: l'intera operazione è stata orchestrata in totale autonomia da un modello linguistico avanzato. È l’alba di una nuova categoria di minacce informatiche.
Il primo agente autonomo per le estorsioni
Il Sysdig Threat Research Team, un gruppo specializzato nell'analisi delle minacce alla sicurezza cloud, ha documentato quello che gli esperti definiscono il primo "ransomware agentico".









