La sostenibilità, nel mondo dell’auto, viene spesso raccontata attraverso batterie, motori elettrici, idrogeno e processi produttivi più puliti. In questo caso, però, Hyundai sceglie una strada meno scontata e porta il proprio impegno ambientale fuori dalla fabbrica e lontano dalla strada, arrivando direttamente sull’acqua. Con il progetto Mission to Blue, il marchio coreano rafforza la collaborazione con LifeGate all’interno della Water Defenders Alliance e sceglie Livorno come nuova tappa dopo la prima iniziativa avviata a Milano. Non è un dettaglio secondario, perché qui da sempre si vive in rapporto strettissimo con il mare, tra porto, nautica, pesca, turismo e una biodiversità che rappresenta una ricchezza da proteggere ogni giorno.

La città toscana si affaccia su un tratto di Mediterraneo prezioso, collegato al Santuario Pelagos, l’area marina internazionale nata per la protezione dei mammiferi marini. In un contesto del genere anche un piccolo sversamento, magari legato a carburanti, manutenzione o normali attività portuali, può diventare un problema serio se non viene gestito in fretta.

Il punto, insomma, non è soltanto intervenire quando l’emergenza è già grande, ma avere strumenti pratici pronti all’uso. Proprio qui entra in gioco il contributo di Hyundai, che sostiene la fornitura al Marina Livorno D-Marin di un kit pensato per contenere eventuali dispersioni accidentali di oli e idrocarburi: è composto da 10 grandi spugne assorbenti basate sulla tecnologia FoamFlex, una soluzione brevettata in Italia dalla PMI clean-tech T1 Solutions. La particolarità di questo materiale è la capacità di assorbire selettivamente oli e idrocarburi fino a 30 volte il proprio peso, senza trattenere l’acqua.