Primo mese a 1 €
Progetto danza
Firenze, 6 luglio 2026 – Un progetto di alta formazione gratuito nel campo della danza contemporanea, dedicato ad artiste e artisti con disabilità e non. Obiettivo: valorizzare ogni tipo di corpo come portatore di linguaggi propri, innovativi e potenti. Questo è ImpAct - PerCorso Coreutico Inclusivo, iniziativa promossa da Versiliadanza in partenariato con Con.Cor.D.A. (Consorzio Coreografi Danza d’Autore) grazie al Fondo Sociale Europeo+ della Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì che venerdì 10 luglio ore 19.30 aprirà alla cittadinanza i risultati dei mesi di lavoro con una restituzione pubblica ospitata nelle sale del Museo Stefano Bardini di Firenze (via dei Renai 37). Un’idea nata per favorire il cambiamento nel panorama delle arti performative in Italia, rispondendo ai bisogni di accessibilità, inclusività e pari opportunità. Nel novero dei docenti personalità di spicco del mondo della danza e non solo: Marta Bellu, Paolo Biribò, Flavia Bucciero, Michela Caccavale, Giusy Caruso, Giuseppe Comuniello, Iolanda Del Vecchio, Cora Gasparotti, Leila Ghiabbi, Leonardo Giardi, Camilla Guarino, Andrea Eloide Moretti, Viviana Russo, Francesco Toninelli. I performer selezionati per il progetto, che saranno protagonisti della restituzione, sono Stella Ciutti, Matilde Danti, Laura Lucioli, Marta Lunardi, Lavinia Nuti, Sabrina Nuti, Benedetta Scatizzi, Matteo Salza, Sabrina Valentini. L’evento fa parte del cartellone della 12/ma edizione della rassegna Poesia nella città: itinerari tra parola, danza, musica e performance (ingresso gratuito con prenotazione consigliata, info www.versiliadanza.it). ImpAct è realizzato in collaborazione una cordata di realtà tra le province di Firenze, Prato e Pisa (Mad-Murate Art District, Museo Stefano Bardini, Spazio Ipotetico, Borgo TuttoèVita, Teatro del Montevaso, Teatro Francesco di Bartolo di Buti e Teatro Comunale di Fauglia). “L’intento principale - spiega Angela Torriani Evangelisti, direttrice artistica di Versiliadanza - è colmare un vuoto strutturale e culturale nell’alta formazione professionale di artiste e artisti con disabilità, spesso esclusi dai percorsi istituzionali o inseriti in indirizzi esclusivamente sociali o terapeutici, e favorire inoltre un adeguato riconoscimento del potenziale artistico e creativo offrendo reali strumenti per l’inserimento lavorativo nel settore dello spettacolo dal vivo. Ad oggi il percorso si è sviluppato in quaranta giornate di residenza immersiva dove il gruppo ha potuto vivere un’esperienza formativa di altissimo livello, ma anche una convivenza quotidiana al pari di una compagnia. Si è creato un clima di grande armonia e forte compattezza che fa immaginare la creazione e il nascere di ulteriori progetti creativi a livello, a questo punto, professionale. Al Museo Stefano Bardini assisteremo a brevi performance e cortometraggi di alcuni dei moduli attraversati uniti all’affascinante contesto museale”.






