HomeSportParla il centro delle Scarpette Rosse. Diop: "Lo Scudetto a Venezia chiude un cerchio»Il pivot: "Lo avevo perso con Sassari nella stessa città. La Coppa Italia è stata il momento della svolta"Ousmane Diop festeggia assieme ai compagni la vittoria dello ScudettoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSpesso gli eroi dei trionfi non solo solo i personaggi da copertina, ma sanche quei giocatori che sbucano dalle retrovie delle gerarchie stagionali e ti danno improvvisamente quel valore aggiunto che cercavi. È esattamente la storia di Ousmane Diop, centro senegalese dell’Olimpia Milano diventato protagonista nelle finali scudetto che hanno assegnato il 32esimo titolo nazionale ai biancorossi. La sua è una storia che parte da lontano quando giovanissimo, a 13 anni, arriva nel profondo nord-est, in provincia di Udine, dal suo Senegal.

Il suo sogno è giocare a basket, la Serie A il suo obiettivo: "È tuttora un viaggio bellissimo che sicuramente continuerà ancora a lungo - dice -. Sono arrivato qui 13 anni fa, quindi è stato davvero un percorso lungo. Questo è il mio decimo anno tra esperienza e crescita. Vincere a Venezia, dove avevo perso la mia prima finale scudetto contro Sassari, è stato qualcosa di incredibile. Cerco di godermelo fino in fondo e sono davvero ancora felicissimo. Lo dirò fino alla fine dei miei giorni: l’Italia mi ha dato l’opportunità di avere ciò che ho oggi e di fare ciò che ho fatto". Era il cambio di Nebo, ma è diventato decisivo con delle finali a 9.5 punti di media, più del doppio di quello che ha fatto tutto l’anno. In gara 1 ha addirittura segnato 18 punti, il suo record in maglia Olimpia: "Il nostro è stato un gruppo davvero speciale perché ogni partita poteva avere un protagonista diverso. La forza di questa squadra è stata proprio questa. Tutti si sono sacrificati per il compagno, soprattutto in difesa, ed è stato incredibile".