HomePoliticaIl cielo elettorale s’addensa molto prima del votoEquilibri sempre più complessi finché non sarà varata la nuova legge elettoraleCarlo Calenda, leader di Azione (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 6 luglio 2026 – Una minaccia, una promessa o una profezia? Calenda è uomo dalla visione profonda e dagli umori imprevedibili. Ma, come si dice, se ne intende. E quando ipotizza che alle prossime elezioni potrebbero esserci cinque poli, si lancia in un’ipotesi che ha un suo fondamento. Bene? Male? Di sicuro, se fosse questo lo scenario, ci allontaneremmo da quel bipolarismo seppur imperfetto che ha contraddistinto gli ultimi 30 anni, garantendo anche governi a lunga conservazione (durata media dal 1948 al 1994, 10/11 mesi!). Il fatto che ci sia una destra-destra (Vannacci), speculare a una sinistra-sinistra è innegabile. E fanno due. Aggiungiamo una sinistra e una destra. E fanno quattro. Poi il centro. E siamo a cinque. Il problema, però, è sempre lo stesso, e sta lì in mezzo, nella terra di tutti e di nessuno. Per Calenda il centro è lui con i liberaldemocratici, Picierno e chi ci sta. Ma Marattin non guarda a sinistra, e Picierno ha Dna Pd. Renzi è oramai anima e core con il campo largo, che per ora non lo invita a cena e ai selfie. Di centro certificato c’è ovviamente Forza Italia, che però sta nel centrodestra e l’ha pure fondato. Dunque?
Il cielo elettorale s’addensa molto prima del voto
Equilibri sempre più complessi finché non sarà varata la nuova legge elettorale






