Quali sono gli indicatori che prendete in esame per capire se un progetto ha valore per il Paese? «La capacità di generare valore sistemico: collegare territori, ridurre colli di bottiglia, migliorare la produttività e rafforzare la resilienza del Paese. Come Bper, guardiamo sempre due dimensioni insieme: la finalità strategica e la sostenibilità finanziaria. Puntiamo su progetti utili che siano anche in grado di sostenere il debito nel medio-lungo periodo».

A&F LIVE – IL DOSSIER

Cos’è cambiato negli ultimi dieci anni?

«Dieci anni fa il focus era più concentrato su infrastrutture tradizionali, come strade, autostrade e concessioni. Oggi il perimetro si è allargato: gas storage, rigassificatori, rinnovabili, data center, digitalizzazione della PA, logistica e blue economy. La recente crisi geopolitica che sta interessando lo stretto di Hormuz ha fatto emergere il ruolo centrale del trasporto marittimo su scala internazionale. Con tassi più alti poi, il mercato è diventato più selettivo: servono piani più robusti, ipotesi più prudenti e maggior attenzione alla corretta allocazione dei rischi».

Quali sono oggi le opere strategiche per la crescita?