Alle undici e mezza - mentre le famiglie preparavano il pranzo o si organizzavano per il mare - una richiesta di aiuto ha squarciato la quiete di una domenica sonnacchiosa, in via Sampolo 486.Qualcuno, al secondo piano, urlava nel disperato tentativo di parare le coltellate. Una mamma che stava stendendo la biancheria si ferma, si affaccia dalle scale e assiste alla scena. Chiama i soccorsi. «Era in piedi, inzuppato di sangue, si lamentava, l'ho visto morire. L'ambulanza non ha fatto in tempo».In realtà succede qualcosa che va oltre l’ordinario: in terra, sul pianerottolo, rimane Francesco Spataro, 53 anni, ex lavoratore di Almaviva, viveva anche grazie a una pensione di invalidità riconosciutagli in seguito a un intervento chirurgico.I soccorritori salgono, vedono il corpo, l’uomo è già morto. Ma è quel che accade dopo a spiazzare tutti: il presunto assassino, Francesco Cusumano, 38 anni, entra in casa, si barrica e apre il gas.Che presto si diffonde per tutto il palazzo. Scatta il panico. Arrivano i carabinieri. La zona viene transennata, il traffico deviato, i curiosi allontanati, l'edificio fatto sgomberare. Via dunque anche i soccorritori del 118: il cadavere resta adagiato sul pianerottolo.Gli inquilini vengono velocemente accompagnati fuori dalle forze dell'ordine. Escono così, come si trovano. Un signore è fuori con le pantofole, ci sono bambini pronti col costume, donne in prendisole. Pensano che la faccenda si possa sbrigare nel volgere della mattinata. Ma passeranno oltre sei ore prima che la situazione si sblocchi.Cronaca di una mattinata di sangue e paura, di attesa e apprensione. Quando la strada, quasi all'angolo con piazza Don Bosco, si affolla di gazzelle coi lampeggianti accesi, carabinieri delle forze speciali col passamontagna sulla faccia, squadre di vigili del fuoco con autoscala e militari col giubbotto antiproiettile, il quartiere (solitamente tranquillo) prende coscienza che sta accadendo qualcosa di grave.Girano tante voci sulle ragioni di questa lite culminata con l'omicidio, tutte da verificare ovviamente. Ma si insiste sul fatto che l'appartamento, di proprietà di un vecchio ingegnere, fosse affittato camera per camera.Il presunto omicida era arrivato da poco tempo, dopo avere versato quattro mesi di caparra, appena due o quattro settimane fa. La convivenza con i coinquilini non era facile. Cusumano si era lamentato con la portinaia perché pare che gli impedissero di utilizzare agevolmente i servizi in comune...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola oggi e in edizione digitale
Palermo, i fendenti, il gas, la trattativa: un omicidio senza un perché
Francesco Spataro urlava nel disperato tentativo di parare le coltellate. Una mamma che stava stendendo la biancheria si ferma, si affaccia dalle scale e assiste alla scena. Chiama i soccorsi. «Era in piedi, inzuppato di sangue, l'ho visto morire»












