In Corea del Sud e a Taiwan i primi casi di smart glass indossati per suggerire come passare l'esame. Ma la soluzione potrebbe non essere quella di vietarli

Se inizialmente i cosiddetti occhiali smart permettevano di ascoltare musica o telefonare senza bisogno di auricolari, di scattare foto e registrare video senza bisogno di tirare fuori lo smartphone, con l'integrazione dell'intelligenza artificiale generativa si trasformano anche in un piccolo assistente che ci sussurra nell'orecchio - o ci mostra sulla lente - le informazioni di cui abbiamo bisogno. Utile se si sta esplorando una nuova città o se si sta tenendo una conferenza, ad esempio. Ma è un'innovazione che può diventare controversa nel momento in cui si insinua tra i banchi scolastici e universitari. Lo stanno scoprendo per primi i professori e i docenti asiatici, che lavorano in una società a dir poco ossessionata da voti e risultati. E dove gli studenti hanno iniziato a farsi aiutare da quella voce sintetica all'orecchio anche durante gli esami.

La Cnn racconta in un lungo reportage che la situazione sta iniziando a diventare allarmante. Qui il mercato degli smart glass sta letteralmente esplodendo, grazie anche agli onerosi investimenti di colossi locali nel settore, come Xiaomi, Huawei, Alibaba e RayNeo, che provano a farsi spazio rosicchiando quote a Meta, che al momento domina incontrastata. Nel primo trimestre del 2026 le vendite sono cresciute del 96 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A trainare il comparto, la locomotiva Cina. Ma dobbiamo spostarci in Corea del Sud per trovare il primo campanello di richiamo su questa nuova trovata per poter barare negli studi. Per ben due volte in un solo mese sono stati beccati due studenti a copiare dai testi forniti loro dagli occhiali che indossavano durante un esame molto importante, quello per la valutazione delle competenze in lingua inglese, spesso necessario per trovare un posto di lavoro. A Taiwan, invece, un professore ha notato che la montatura degli occhiali di un ragazzo emanava calore: stava cercando di farsi aiutare nell'esame di ammissione a una prestigiosa facoltà di medicina.