ROVERETO. Preso a pugni al volto e al petto, era finito al pronto soccorso, da cui, dopo gli esami e le medicazioni del caso, era uscito dolorante e con una prognosi di trenta giorni. Dell'aggressione è stato chiamato a rispondere il collega di lavoro del ferito, che ora è stato condannato dal giudice di pace di Rovereto a una multa di 1.000 euro, al pagamento di un risarcimento di 6.200 euro alla vittima e al rimborso delle spese processuali.
Il tutto è successo in pochi minuti e la ricostruzione dei fatti negli uffici giudiziari che si affacciano su piazzale Achille Leoni è stata possibile grazie alle testimonianze raccolte nel corso del processo. I testimoni hanno raccontato quanto visto nel piazzale e successivamente all'interno della sede roveretana di una ditta di logistica.
Il primo a deporre è stato naturalmente il ferito, che ha spiegato di essere stato aggredito dall'imputato inizialmente all'interno del camion durante le operazioni di scarico e, successivamente, davanti a un'altra persona, con ulteriori pugni al volto e un calcio nella parte bassa dell'addome. Colpi particolarmente violenti che avevano reso necessario l'intervento di un'ambulanza di Trentino Emergenza. Dopo le prime cure sul posto, i sanitari avevano trasportato l'uomo al pronto soccorso di Rovereto, dove gli erano state riscontrate molteplici lesioni.







