«Fare servizio in ordine pubblico sta diventando come giocare alla roulette russa». È questa la reazione dei poliziotti dopo il comunicato con il quale il procuratore della repubblica di Torino, Giovanni Bombardieri, conferma le anticipazioni sulla richiesta della custodia cautelare domiciliare per il collega del V reparto mobile di Torino indagato per il ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso.Eugenio Bravo, ad esempio, è il segretario provinciale torinese del Siulp e nella sua vita in divisa ne ha viste tante. «Una premessa è doverosa: siamo molto dispiaciuti per il ferimento del tifoso e aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso». Però qualcosa che non va nella nota della magistratura del capoluogo piemontese c’è. «Non possiamo nascondere una certa perplessità rispetto alla richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari». Raggiunto telefonicamente da Libero, Bravo entra nel dettaglio: «Mancano i presupposti.L’amministrazione, una volta aperta l’inchiesta a carico del collega, automaticamente ha disposto il suo allontanamento dai servizi di ordine pubblico. Quindi non vedo il rischio della reiterazione del reato.