VENEZIA - Prime obiezioni alla nuova legge regionale sul commercio in Veneto: Fipe, Confcommercio e Confartigianato hanno contestato la norma sulla “somministrazione non assistita”, chiedendo di essere subito convocati in audizione. «Passaggio che riteniamo imprescindibile per garantire la piena sostenibilità del testo finale», hanno scritto Paolo Artelio e Patrizio Bertin, presidenti rispettivamente di Fipe e Confcommercio. Mentre Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, è andato oltre, chiedendo di «stralciare ogni riferimento all’artigianato dai progetti di legge regionale».

I TESTI I progetti di legge all’esame della Terza commissione del consiglio regionale del Veneto sono in tutto cinque: il primo l’ha presentato Roberto Marcato (Lega), ex assessore al Commercio e oggi presidente della Terza commissione; il secondo è dell’opposizione, prima firmataria Elena Ostanel (Avs); il terzo ha come primo firmatario il leghista Filippo Rigo; il quarto è dell’ex assessore leghista Cristiano Corazzari; l’ultimo - quello cui sono indirizzate le osservazioni delle categorie economiche - è della giunta, assessore competente Massimo Bitonci.Va detto che la nuova legge sul commercio era attesa già nella precedente legislatura, c’era stato da parte dell’allora assessore Marcato un coinvolgimento delle categorie, l’obiettivo primario era regolamentare le medie strutture di vendita, ma il testo si era arenato in Seconda commissione, all’epoca presieduta da Silvia Rizzotto. Con la nuova consiliatura il lavoro è ripreso, ma nel frattempo i testi sono diventati cinque, anche se quelli di Rigo e Corazzari riguardano aspetti specifici (l’istituzione della Carta di servizio e dell’Albo degli ambulanti storici). Tant’è, in commissione si sta procedendo all’esame dei singoli articoli per arrivare a una proposta di legge unificata (il testo base è quello della giunta). Solo a quel punto ci saranno le audizioni delle categorie interessate, ma c’è chi già si è fatto avanti. LE CONTESTAZIONI La norma contestata da Fipe, Confcommercio e Confartigianato è quella sulla «somministrazione non assistita» che consente di consumare cibi e bevande anche nei laboratori e nelle attività artigianali. Per Fipe e Confcommercio c’è il rischio che questa norma si trasformi «in uno strumento di deregulation incontrollata e pericolosa per l’ordine pubblico». La proposta è che la «somministrazione non assistita» sia consentita solo ai negozi di vicinato del settore alimentare e ai panifici, anche per evitare la proliferazione di «finti ristoranti» e «finti bar» artigianali «che sfuggono alle regole di sicurezza, igiene e ordine pubblico». Ma anche gli artigiani hanno obiettato: «Inserire riferimenti all’artigianato in una legge regionale sul commercio - ha scritto Confartigianato - non è solo incoerente, rischierebbe anche di produrre una norma disallineata rispetto all’evoluzione legislativa in corso ed essere destinata a diventare rapidamente superata». Di qui la richiesta: «Stralciare ogni riferimento all’artigianato» e «inserire un nuovo articolo finalizzato a dare la possibilità alle imprese artigiane del settore alimentare di consentire ai loro clienti di poter consumare sul posto i prodotti appena acquistati, ad esempio gelaterie, gastronomie, rosticcerie, yogurterie, pizzerie al taglio, eccetera». I LIMITI Il “cuore” della nuova legge è però il regime a cui devono essere sottoposte le medie strutture di vendita. «Fino a oggi - dice Ostanel - la legge regionale 50/2012 consentiva a queste strutture, fino a 1.500 mq, di insediarsi liberamente senza che i Comuni potessero dire nulla. La mia proposta inverte questa logica: nessuna media struttura può insediarsi senza che il Comune abbia preventivamente individuato aree idonee». Un principio che si ritrova anche nelle altre proposte di legge. In discussione, infatti, ora sono le dimensioni delle medie strutture di vendita: Ostanel fissa la soglia per la pianificazione obbligatoria a 251 metri quadrati, il testo della Giunta la fissa a 400 mq e il testo Marcato a 500 mq. «I Comuni - sottolinea Ostanel - tornano a essere protagonisti nella pianificazione del territorio, una chiara inversione di tendenza in cui prevale l'interesse pubblico».