MAREBBE (BOLZANO) - Un altro lupo è stato ucciso per ordine del presidente della provincia autonoma di Bolzano questa mattina, domenica 5 luglio, a Marebbe, in Alto Adige. A denunciare quanto accaduto, una nota della sezione Enpa di Rovereto. Il comunicato Nel comunicato diramato dall'Enpa della sezione di Rovereto si legge: «I lupi per la legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna selvatica sono ancora una specie “particolarmente protetta”, ma nella Regione del Trentino Alto Adige Sudtirol, le province si assomigliano sempre più ed adottano le stesse modalità, che non tengono in alcuna considerazione la scienza e che perseguono come via privilegiata l’uccisione. Eppure i lupi sono animali importantissimi, in quanto bioregolatori - loro sì, sono davvero bioregolatori - degli ungulati di cui tanto spesso si lamenta l’impatto sull’ambiente. Dei bioregolatori che rappresentano un’essenziale salvaguardia per le diverse coltivazioni - vigneti, alberi da frutto, arativi, ortaggi - che attraggono gli ungulati».
La nota prosegue: «Dalle notizie che ci giungono da Oltralpe appare chiaro un disegno biocida - in Austria nel 2026 ogni otto giorni viene ucciso un lupo - che, come un’epidemia si sta diffondendo anche nelle nostre due province: così si dimostra che l’ambiente naturale della montagna è solo la base per costruire e sostenere le strutture economiche (allevamento e turismo in primo piano), mentre la biodiversità è solo un’immagine da vendere ai turisti poco attenti alle vere dinamiche».Infine: «Ma davvero non si vuole rinunciare ad ammazzare? Non si riesce a mettere in atto tutte quelle modalità di prevenzione dei conflitti tra lupi e attività umane che hanno ben dimostrato di funzionare, soprattutto se effettuate correttamente? Tutto ciò fa trasparire una esplicita volontà di sterminio dei grandi carnivori e l’Italia non può rimanere in silenzio. Noi non ci stiamo! Perseguiremo tutte le strade possibili contro questo silenzioso, occultato attacco all’ambiente, alla fauna selvatica, alla biodiversità: lo ribadiamo ancora una volta, patrimonio indisponibile dello Stato, quindi di tutti i cittadini e bene costituzionalmente protetto dall’art. 9 della Carta Costituzionale?».








