Il richiamo di Mattarella alla “generazione che sale” riattualizza la lezione di Lercaro: un’idea di educazione fondata su fiducia, responsabilità e apertura al mondo, nella quale i giovani diventano protagonisti del cambiamento e misura della vitalità civile e democratica del Paese

Nel suo saluto ai partecipanti alla celebrazione della Giornata Mondiale contro le droghe, svoltasi il 26 giugno presso il Palazzo del Quirinale, il capo dello Stato ha affermato che “il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone è dato dalla generazione che sale, dai bambini, dai ragazzi, dai giovani”. Di questo frammento, del più ampio discorso tenuto, si intende mettere in evidenza il riferimento a quella “generazione che sale” già rievocata dal Presidente Mattarella durante la conversazione avuta, lo scorso maggio, con il sen. arch. Renzo Piano. Si tratta di un’espressione che è titolo di una raccolta (pubblicata da La Scuola Editrice, nel 1959) di discorsi del cardinale Giacomo Lercaro, che fu arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968 e che è stato uno dei quattro moderatori del Concilio Vaticano II. Il prossimo 18 ottobre ricorreranno i 50 anni dalla morte di questa figura tra le più rappresentative e determinanti dell’episcopato cattolico nella seconda metà del Novecento.