Addio al genetista che rivoluzionò la ricerca sul cancro. Si è spento all’età di 102 anni Stanley Michael Gartler, uno degli scienziati che più hanno contribuito a plasmare la genetica moderna e la ricerca sul cancro. Il biologo molecolare e genetista statunitense è morto il 25 maggio nella sua casa di Seattle, ma la notizia della scomparsa è stata resa nota soltanto ora dal nipote Richard Weiner al New York Times. Professore di medicina e di scienze del genoma all’Università di Washington, Gartler ha lasciato un’eredità scientifica destinata a influenzare generazioni di ricercatori. Le sue intuizioni hanno infatti modificato profondamente sia la comprensione dei tumori sia gli standard di affidabilità della ricerca biologica.

La prima delle sue grandi scoperte risale al 1965. In uno studio realizzato insieme al collega David Linder, Gartler dimostrò che i tumori umani hanno un’origine clonale, ovvero nascono dalla trasformazione di una singola cellula che, dopo aver accumulato mutazioni, si moltiplica dando origine all’intera massa tumorale. Un risultato che rappresentò una svolta nella comprensione dei meccanismi di sviluppo del cancro e che pose le basi della moderna oncologia. Due anni più tardi arrivò un’altra scoperta destinata a cambiare il mondo della ricerca. Analizzando numerose linee cellulari considerate indipendenti tra loro, Gartler dimostrò che molte erano in realtà contaminate dalle celebri cellule HeLa, ottenute nel 1951 da Henrietta Lacks, una donna afroamericana affetta da tumore della cervice uterina.