Ha rappresentato una vera e propria rivoluzione culturale e giuridica del Diritto di famiglia. Da quando è stato definito, esattamente 20 anni fa con la legge 54/2006, ha però impiegato molto tempo ad affermarsi, e ancora oggi non tutte le difficoltà nell’applicazione sono state superate. Parliamo di affidamento condiviso dei figli, nel caso di separazione dei genitori. Un tema delicato, sul quale abbiamo intervistato Daniela Missaglia, avvocata matrimonialista e cassazionista, specializzata in Diritto di famiglia e Diritto delle persone.

Luci e ombre dell’affidamento condiviso, che compie 20 anni

«Da avvocata di famiglia» afferma Missaglia «mi capita di ascoltare storie che non assomigliano affatto alle formule fredde dei provvedimenti giudiziari. Incontro padri che arrivano in studio con il terrore di essere progressivamente cancellati dalla vita dei figli. O madri esauste, schiacciate da un carico educativo totale, costrette a sostenere da sole il peso della quotidianità. Ma soprattutto vedo bambini che imparano troppo presto a controllare le parole, a misurare gli affetti, a non raccontare cosa accade“nell’altra casa” per paura di tradire qualcuno». Ed è forse questa la più grande verità che il Diritto di famiglia fatica ancora ad accettare: il problema non è tanto la separazione della coppia. Il problema è il conflitto distruttivo.