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Livello di allerta rosso, esplosioni intermittenti dai crateri e un’intensa emissione di cenere vulcanica: l’Etna si è risvegliato e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia innalza il livello di attenzione riguardo le attività del vulcano. Da giorni ormai le attività eruttive si erano intensificate fino alla decisione da parte dell’INGV di chiudere lo spazio aereo corrispondente alla nuvola che si è creata sul lato sud, sud-est del vulcano e alta circa 1,5 chilometri.
La Sac, società di gestione dell'aeroporto di Catania ha quindi comunicato alle compagnie aeree l’impossibilità di sorvolo del settore B2 fino alle ore 19. Precauzioni necessarie vista l’attività sempre più frenetica dell’Etna che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio è tornato a farsi sentire con un’eruzione fuori dall’ordinario.
L’attività stromboliana è infatti iniziata a quota 3030 dal livello del mare il 26 giugno e si era gradualmente esaurita. Durante però la notte del 2-3 luglio una seconda colata lavica si è formata, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di fermarsi.
Attività vulcanica che è in costante aumento e da poco meno di 24 ore i valori hanno avuto forti fluttuazioni e sono diventati sempre più ampi. Ad allargare ancora di più il quadro della rinnovata attività dell’Etna è il Cratere di Nord-Est che secondo le ultime osservazioni si sarebbe risvegliato anche se debolmente.














