RIMINI – “La sfida è stata far innamorare il pubblico di una donna respingente, ruvida, scontrosa che tratta tutti male, specie le persone a cui vuole bene. Ma Teresa, commissaria e profiler, è una donna coraggiosa: combatte contro i mostri, ma anche il mostro che ha dentro, l'Alzheimer”. Elena Sofia Ricci, ospite all'Italian Global Series di Rimini, presenta in anteprima I casi di Teresa Battaglia - Figlia della cenere, la terza stagione della serie diretta da Kiko Rosati (prodotta da Publispei e RaiFiction), tratta dall'omonimo romanzo di Ilaria Tuti, che andrà in onda su Rai1 in autunno.
Carriera formidabile tra fiction (è stata una pioniera, interprete delle serie televisive quando erano considerate serie B), cinema e teatro, spiega che “grazie a Teresa”, ha imparato a essere meno gentile. “Sono sempre stata una ragazza, e poi una donna, con un problema importante col conflitto: avevo paura di dire le cose come avrei dovuto, in maniera più assertiva. Anche quando dovevo difendermi, quando qualcuno mi feriva: non ne sono stata capace. Da Teresa sto imparando molto, nella mia vita personale, come donna e come cittadina. Credo che sia un esempio piuttosto interessante su come si possano dire le cose con forza quando ci sono ingiustizie clamorose, soprattutto di fronte a quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni, che è sconvolgente. A me mancano veramente le parole per commentare dove è arrivato l’uomo, anche nel non saper prendere posizione".










