<p>Pagare <strong>1.119.323 euro all’anno</strong> per l’affitto di un <strong>hub logistico</strong> da oltre 30 mila metri quadrati senza mai averlo utilizzato. È ciò che sta accadendo ad <strong>Amazon </strong>con un capannone situato in un’area limitrofa al <strong>porto di Gioia Tauro</strong> (Reggio Calabria). </p> <p> </p> <p>Primo scalo italiano per volumi di merci trasportate e fulcro commerciale del Mediterraneo, il porto gioiese rappresenta uno <strong>snodo strategico</strong> per realtà come Amazon.

Infatti il colosso di Jeff Bezos a ottobre 2022 ha stipulato un <strong>contratto di affitto</strong> della durata di <strong>12 anni</strong> per la cifra sopra menzionata con la società catanese <strong>Gestione Immobiliare</strong>. </p> <p> </p> <p>L’operatore real estate siciliano aveva acquistato un terreno nella I Zona Industriale del porto e aveva già <strong>commissionato i lavori</strong> per la costruzione di un capannone da destinare ad Amazon, in virtù di accordi già presi tra loro.

L’hub logistico è stato <strong>ultimato a inizio 2023</strong> ma la società americana, che tuttora sta onorando il contratto pagando 1,1 milioni annui, <strong>non ha mai iniziato a operare a Gioia Tauro</strong>. </p> <p>Non solo: nel 2024 ha confermato alle forze dell’ordine <strong>l’assenza di progettualità futura</strong> in merito all’utilizzo dell’asset. </p> <ul class="leggi-anche"> <li>Leggi anche:<em> <a href="https://www.milanofinanza.it/news/in-trentino-nasce-il-primo-data-center-in-una-miniera-e-si-punta-a-fatturare-fino-a-80-milioni-all-202606231617094958" target="_blank">In Trentino nasce il primo data center in una miniera.