Dopo le notizie rilanciate da Filt Cgil e Cgil Calabria sulle presunte pressioni della 'ndrangheta emerse dall’operazione Res Tauro, il colosso dell’e-commerce interviene sul mancato investimento nello scalo calabrese: "Continuiamo a valutare opportunità anche nel Sud Italia"

Amazon interviene sul caso del presunto stop al progetto di investimento a Gioia Tauro, dopo le notizie rilanciate da Filt Cgil Calabria e Cgil Calabria secondo cui la società avrebbe rinunciato a una nuova struttura logistica a causa di pressioni della ‘ndrangheta emerse nell’ambito dell’operazione Res Tauro della Dda di Reggio Calabria. Alla richiesta di un commento, il gruppo chiarisce la propria posizione e riconduce le scelte aziendali a valutazioni di carattere industriale e logistico. “Amazon pianifica le proprie infrastrutture con anni di anticipo e rivede costantemente la propria rete logistica per servire al meglio i clienti”, afferma la società.

“Decisioni basate su fattori operativi”

Nella nota, Amazon sottolinea che l’apertura di nuove strutture dipende da una pluralità di elementi. “Sono molteplici i fattori che possono influire sulle tempistiche di apertura di nuove strutture, tra cui esigenze operative, valutazioni sulla capacità della rete e considerazioni di pianificazione logistica”. Il gruppo precisa quindi che le proprie decisioni di investimento non sarebbero legate ad altri elementi esterni rispetto alla pianificazione aziendale. “Le nostre decisioni di investimento in Italia e in Europa si basano esclusivamente su questi fattori operativi e di business”.