Ci ricordiamo ancora bene quanto, alla sua uscita, “The Social Network” fece scalpore nell’industria cinematografica, toccando un tema che, nel giro di pochi anni, avrebbe riguardato la trasformazione della società in un modo che, forse, non ci saremmo mai aspettati. Dall’intuizione di un maestro della scrittura come Aaron Sorkin, al fianco di un regista esperto e venerato come David Fincher, la pellicola si è dimostrata capace di rivelare le ambiguità e i retroscena dietro la nascita della piattaforma “Facebook”, facendo luce sulla controversa figura del suo creatore, Mark Zuckerberg, e di coloro che, tra sostenitori e detrattori, hanno contribuito a trasformare il marchio nel simbolo di una delle big tech più potenti e redditizie del pianeta.

Aggiudicandosi nel 2011 ben tre premi Oscar su otto candidature, tra cui quello per la migliore sceneggiatura non originale, “The Social Network” è tornato a far discutere dopo essere stato indicato dal The New York Times come il decimo film più importante del ventunesimo secolo. Ma non solo: alla luce degli attuali stravolgimenti sul fronte economico e tecnologico - dagli investimenti sempre più consistenti nello sviluppo delle intelligenze artificiali all’accentuarsi della competizione tra le grandi multinazionali per il dominio del mercato - Sorkin ha deciso di riprendere in mano il franchise realizzando il sequel “The Social Reckoning”, titolo che, questa volta, lo vede coinvolto in prima linea non solo come sceneggiatore, ma anche come regista.