Da sinistra: l’ad e dg Veronica Squinzi, mister Alberto Aquilani, il ds Francesco Palmieri e il presidente Carlo. Rossi (fotofiocchi)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Stefano Fogliani

Sarà anche ‘l’anno zero’ per un Sassuolo che cambia – e cambierà – quanto non ha mai cambiato nemmeno dopo la retrocessione in B (peraltro subito sanata) due stagioni orsono. E sarà anche ‘una nuova era’ ma chi c’era ieri e chi c’è oggi, a raccontare le vicende dei neroverdi, si tiene ben stretto quella parola ("continuità") che Veronica Squinzi spende da par suo. Con la chiarezza della manager e quel pizzico di emozione che tradisce quando evoca quel ‘progetto Sassuolo’ che i suoi genitori si inventarono più di vent’anni fa. E al quale oggi la ‘seconda generazione’ continua a dar forza, e pazienza se l’addio di Giovanni Carnevali pesa. Era, il dirigente milanese, la ‘longa manus’ della proprietà in casa neroverde, "e ha riscritto la storia del club. Ma le cose cambiano e oggi io e mio fratello Marco, che ha assunto il ruolo di vicepresidente, abbiamo scelto di essere ancora più vicini al Sassuolo, a garantire quella continuità che la Mapei non ha mai fatto mancare". Mica rivendica, Veronica Squinzi, ma sottolinea: la linea resta quella, la filosofia Mapei è ben nota, "e oggi lavoriamo a nuovi orizzonti, consapevoli che la crescita di ogni realtà passa dalle competenze, dall’impegno condiviso e dal fare squadra". Annuncia, l’ad e dg del Sassuolo, nuovi investimenti e ulteriori ingressi in organigramma a rafforzare la struttura societaria e dà il benvenuto ad Alberto Aquilani sottolineando come quello del tecnico romano sia "un ritorno, con cui scriviamo un nuovo capitolo della nostra storia". Che non prescinde, va da sé, "da una filosofia che ha sorretto i miei genitori e spinge oggi me e mio fratello ad impegnarci ancora: non ci basta fare bene, ma vogliamo continuare a crescere. L’obiettivo rimane anche oggi".