Andrea Pellati, 43 anni, indagato per l’omicidio del pizzaiolo Stipa. Il giudice ha disposto per lui la custodia cautelare in carcereRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuello che Raffaele Stipa e la sua famiglia stanno pagando è "il prezzo del contenimento mancato". Inizia così la riflessione condivisa sui social da Roberta Bruzzone, nota psicologa e criminologa, nel merito dell’omicidio avvenuto il 29 giugno alla pizzeria Yoghi di via Gran Sasso d’Italia. Il titolare Raffaele Stipa, 67 anni, è stato accoltellato a morte; indagato per omicidio volontario, con aggravante dei futili motivi, il 43enne Andrea Pellati.

Un soggetto affetto da "schizofrenia paranoide", si legge nell’ordinanza che dispone la sua custodia in carcere. Solo sei giorni prima del delitto, Pellati è stato trovato in stato confusionale a Firenze. Di nuovo, l’ordinanza rivela un dettaglio che avrebbe potuto cambiare tutto: in quel momento il suo psichiatra venne contattato per avere informazioni in vista di un Tso, che non c’è mai stato.

"Ci sono tragedie che arrivano all’improvviso solo per chi non ha voluto vedere i segnali – prosegue Bruzzone –. Quante persone devono morire prima che il tema della pericolosità psichiatrica venga affrontato con serietà, lucidità e responsabilità?". Il punto "non è fare processi sommari", ma piuttosto "chiedersi come sia possibile che un soggetto con un quadro così problematico, già intercettato dal sistema e arrivato all’attenzione di operatori sanitari e forze dell’ordine, possa poi tornare liberamente in circolazione fino a trasformarsi, pochi giorni dopo, in un pericolo concreto e letale".