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Redazione Buone Notizie
Lettera al Senato dal Forum nazionale del Terzo settore per chiedere di eliminare il mondo non profit dalle disposizioni contenute nel cosiddetto Ddl Lobby: «Il Terzo settore - scrive il portavoce Giancarlo Moretti - non fa lobbismo»
Il Terzo settore non fabbrica aerei da guerra, non costruisce né gestisce autostrade, non vende servizi né palazzi alla Pubblica amministrazione per il proprio tornaconto: il Terzo settore fa cose che servono al bene comune e quindi nei suoi rapporti con gli enti pubblici, q qualsiasi livello, «non può essere trattato come una realtà profit». Meno che mai il Terzo settore pratica attività di lobbismo. Peccato che il cosiddetto «Ddl Lobby», varato dal governo per regolamentare appunto tali attività, tra i destinatari delle nuove norme in arrivo ce lo mette eccome, il Terzo settore. E per questo il Forum nazionale del Terzo settore medesimo ha inviato una memoria al Senato per chiedere con forza di eliminare il Terzo settore dai destinatari delle disposizioni contenute nel Ddl citato.
Specie perché il Terzo settore, al contrario, con la Pubblica amministrazione ci deve collaborare eccome proprio in forza di quella prassi che altre leggi non solo non vietano ma anzi incentivano, e che si chiama coprogettazione: e ciò vuol dire che se io rappresento una associazione o una cooperativa che si occupano di disabilità e vado a parlare con un assessore, magari con altre associazioni simili alla mia, per proporre progetti su tale materia, non stiamo facendo lobbismo a nostro favore bensì mettendo in pratica una prassi virtuosa.






