Sono passati 30 anni da uno degli esperimenti più rivoluzionari del mondo della scienza. Il 5 luglio 1996 nell'istituto scozzese Roslin di Edimburgo nasceva la pecora Dolly (chiamata così in onore della cantautrice country Dolly Parton), il primo clone di un mammifero. Morì nel 2003

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Nasceva 30 anni fa, esattamente il 5 luglio 1996 in Scozia, la pecora Dolly, primo mammifero clonato che ha acceso dibattiti e polemiche per l'esperimento che ha cambiato la genetica: la clonazione di un essere vivente. Dolly è stata il primo successo della tecnica della clonazione e come tale la sua nascita è stata annunciata dalla rivista Nature qualche mese più tardi, nel febbraio 1997. Quell'esperimento, condotto nell'istituto Roslin di Edimburgo dal gruppo di Keith Campbell e Ian Wilmut, segnò l'inizio delle ricerche sulle cellule staminali. La pecora Dolly è diventata simbolo dell’ingegneria genetica. Il 9 aprile 2003, dopo la sua morte, i resti impagliati della pecora vennero posti al Royal Museum di Edimburgo, che fa parte del National Museum di Scozia.

Riprogrammare il dna

Nata il 5 luglio 1996 al Roslin Institute in Scozia, a pochi chilometri da Edimburgo, dove ha vissuto fino alla morte avvenuta circa sette anni dopo, nel 2003, Dolly era stata ottenuta prelevando il nucleo di una cellula della ghiandola mammaria di una pecora adulta e trasferendolo nell'ovocita di un'altra pecora, a sua volta privato del nucleo. Dopo il trasferimento, il dna della cellula adulta si era riprogrammato e la cellula era tornata a essere indifferenziata e capace di svilupparsi in ogni direzione (totipotente) come una cellula embrionale. Da qui ha cominciato a formarsi un embrione, poi trasferito nell'utero di una terza pecora, che ha portato avanti la gravidanza. Da allora la stessa tecnica, perfezionata, ha permesso di ottenere cloni di specie utili in laboratorio come il topo o il maiale, fino a quelle da allevamento e a quelle minacciate di estinzione.