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La stazione centrale di Ancona dove il capotreno è sceso dopo essere stato colpito da un passeggero

Gli aveva semplicemente chiesto il biglietto, come impone il suo mestiere. Per tutta risposta si è ritrovato aggredito. Vittima un capotreno di 30 anni, colpito ieri intorno alle 12.30 mentre era in servizio su un convoglio sulla tratta Adriatica, all’altezza di Senigallia. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore stava effettuando il normale controllo dei titoli di viaggio quando un passeggero straniero, alla richiesta di esibire il biglietto, ha reagito con violenza scagliandosi contro di lui. Sbollita la furia, l’uomo ha abbandonato il convoglio alla fermata di Senigallia, facendo perdere le proprie tracce. Il capotreno, nonostante le percosse, ha portato a termine la corsa: solo all’arrivo nel capoluogo, dove i colleghi avevano fatto convergere un’ambulanza della Croce Gialla, ha potuto affidarsi ai sanitari, che dopo averlo medicato lo hanno accompagnato a Torrette. Le ferite riportate non destano preoccupazione. Ora la palla passa agli investigatori, chiamati a dare un nome e un volto al responsabile. Un episodio che brucia ancora di più se letto controluce rispetto ai numeri nazionali, che raccontano un fenomeno in ritirata. Secondo i dati di FS Security, nel primo trimestre del 2026 le aggressioni al personale di Trenitalia sono diminuite del 57 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: da 68 a 29 episodi. E il bilancio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti allarga la fotografia: tra gennaio e aprile le aggressioni ai danni del personale del Gruppo FS sono calate del 59,7 per cento e i furti in stazione del 45. Un’inversione di rotta che il ministero attribuisce alla stretta su presidio e controlli: nei primi tre mesi dell’anno FS Security ha verificato oltre dieci milioni di viaggiatori, il 54,6 per cento in più rispetto al 2025. Ma se le curve nazionali scendono, sul territorio la coperta resta corta. A vigilare su stazioni e convogli, accanto agli agenti della Polizia ferroviaria, ci sono gli addetti di FS Security, la società del gruppo Ferrovie dello Stato nata per tutelare viaggiatori e personale: nelle Marche, stando ai dati diffusi a inizio anno, quelli in servizio sono ventinove. Un presidio importante ma non capillare, denunciano da tempo i sindacati di categoria, che chiedono interventi più incisivi e presidi strutturati delle forze dell’ordine, puntando il dito contro la mancata applicazione del protocollo sulla sicurezza siglato nel marzo 2022 con i ministeri dell’Interno e dei Trasporti. Il copione, intanto, è sempre lo stesso: un controllo di routine che degenera in violenza. E ogni aggressione è una di troppo, perché dietro ogni richiesta di biglietto c’è una persona che sta solo facendo il proprio dovere, e che ha il diritto di finire il turno senza passare dal pronto soccorso.