HomePesaroCronacaIl corpo al centro dell’arteIl festival Videobox, promosso da Hangartfest, premia il francese "Haptonomy"Il festival Videobox, promosso da Hangartfest, premia il francese "Haptonomy"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è conclusa alla Maddalena Centro Arti Performative la sesta edizione di "Videobox", il festival promosso da Hangartfest e dedicato alla videodanza (screendance). Dopo l’anteprima ospitata nell’ambito della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il programma ha proposto una settimana di appuntamenti dedicati alla screendance, ai nuovi media e alle pratiche artistiche contemporanee, tra proiezioni, laboratori, incontri ed esperienze immersive.
Il Premio 2026 è stato assegnato a "Haptonomy" (foto) di Fu Le (Francia), con la motivazione: "Per una ricerca coreografica originale, in cui la gravità, il peso e il volume dei corpi generano un linguaggio del movimento inedito e profondamente significativo". Un’opera che fa della diversità dei corpi il proprio tratto distintivo, con grande forza visiva ed emotiva. Nella sezione VR/360 sono stati assegnati i riconoscimenti a "Between" di Howool Baek (Germania) e "Anemoia" di Andrea Baldassarri (Italia), mentre il premio Supercorto è andato ad "Everyone Left" di Abby Warrilow e Lewis Gourlay (Regno Unito). A scegliere i vincitori è stata una giuria composta da Pedro Armocida, direttore artistico della Mostra del Cinema di Pesaro, Antonio Cioffi, direttore artistico di Hangartfest, Alessandro Avataneo, autore, regista e fondatore della piattaforma culturale Hypercritic, e dal collettivo NOS, formato dai giovani registi del territorio: Viola Bartolini, Elia Mazzini e Michelangelo Roseo. La Menzione speciale degli Studenti è andata a "Voragine (Chasm)" di Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri (Italia), mentre la Menzione del pubblico ha premiato "Haptonomy". La nuova Menzione speciale Vittoria Toschi Mosca, assegnata dall’associazione Percorso Donna, è stata attribuita a "Ce Qui Nous Lie – What Binds Us" di Damien Bourletsis (Francia) per la capacità di raccontare come l’affermazione di sé possa convivere con il riconoscimento del valore e delle differenze dell’altro.









