FIUME VENETO (PORDENONE) - Un altro pezzo di storia fiumana se ne va con la figura di Luciano Fantuz, imprenditore molto conosciuto per aver guidato la Fantuz Srl (ferramenta, utensileria ed infortunistica), un punto di riferimento per hobbisti e professionisti del settore, in viale della Repubblica a Fiume Veneto. Fantuz aveva 78 anni. Era nato il 20 novembre del 1947 a Pordenone. Da 37 anni conviveva con la sclerosi multipla, scoperta nel 1988. Da vero lottatore ha affrontato con forza e dignità la malattia, continuando a lavorare, alle volte anche da casa davanti al computer, ma sempre con il sorriso e tanta fede.
Amato Uomo molto conosciuto e benvoluto, sempre al servizio del prossimo e dei suoi clienti. Sempre positivo e sorridente, nonostante la malattia lo mettesse a dura prova. La notizia della sua morte è stata accolta con sgomento ed estrema tristezza da tutta la comunità di Fiume Veneto e dei paesi vicini. La storia imprenditoriale di Luciano Fantuz comincia molto presto. Conseguito il diploma di ragioneria, assolto il servizio militare nell’Arma di Cavalleria e un corso ufficiali, grazie al papà Guglielmo entra nel mondo della ferramenta. Le origini della Fantuz risalgono già al secondo dopoguerra, quando il papà di Luciano ha avviato la sua attività di artigiano. Negli anni è avvenuto un graduale passaggio da magazzino edile a ferramenta e utensileria. A ufficializzarlo, nel 2001 (con l’eliminazione del reparto edilizia), è stato Luciano, già divenuto titolare a tutti gli effetti a partire dal 1973, supportato negli anni dalla moglie Olga, che con la sua presenza ha fornito, non poco valore aggiunto all’attività. È così che ha trasformato il negozio creando la Ferramenta Fantuz. Positivo Aveva l’impronta imprenditoriale, era un guerriero, sempre con la battuta pronta e una visione sempre positiva verso la vita. Era una persona buona, dava conforto agli altri, nonostante la sua malattia, che ha affrontato con una forza e voglia di vivere. Diceva: «Perché arrabbiarsi, andiamo avanti». Assaporava la vita in ogni suo aspetto. È stato un pioniere dello smart working. Il figlio Andrea lo aveva connesso ad internet e collegato da casa. Quando non poteva muoversi, specie nei periodi difficili, lavorava al computer davanti alla sua postazione. «Domenica scorsa ci siamo messi insieme io e il papà al computer, a caricare fatture, una cosa che ha sempre fatto lui - spiega commosso Andrea -. È sempre stato presente in azienda. L’ultimo periodo aveva difficoltà a muovere le braccia, nonostante ciò ha dato il suo contributo fino alla fine». Solidarietà In questi giorni, ancora prima che uscisse l’epigrafe, sono giunti tantissimi messaggi di solidarietà e vicinanza alla famiglia: «Luciano era un grande uomo, marito, papà, amico guerriero, capace di confortare sempre con la battuta pronta. Una persona seria e leale su cui fare pieno affidamento». Ha dedicato la sua vita alla famiglia e al lavoro, i collaboratori erano la sua seconda famiglia. Orgoglioso di aver passato il testimone al figlio Andrea, supportandolo sempre anche nei momenti di salute più complicati. Racconta Andrea: «È stato il mio punto di riferimento, mi ha insegnato tanto e mi ha trasmesso valori come dedizione, responsabilità, onestà, determinazione, positività e soprattutto l’amore per la vita. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ricorderà per sempre la sua voglia di vivere, la spontaneità, l’allegria, le sue barzellette, la disponibilità verso gli altri, la sua solidarietà e la tenacia nonostante convivesse con la sclerosi multipla». Ha lasciato oltre al figlio Andrea, la moglie Olga, il fratello Aurelio, i nipoti, amici e tutti i collaboratori della sua amata azienda. I funerali saranno celebrati martedì, alle 16.30, nella chiesa di Fiume Veneto. Le offerte saranno devolute all’associazione “Il Gabbiano” di San Vito al Tagliamento.






