TAIBON AGORDINO (BELLUNO) - É lunga la scia degli incidenti stradali nella galleria fra Listolade e Cencenighe. E torna prepotentemente il tema dell'opportunità di riaprire la “variante” esterna, almeno per pedoni e ciclisti, ma anche di installare luci più potenti e segnali luminosi all'ingresso del tunnel per limitare il rischio di incidenti spaventosi come quello di venerdì. Nella vallata agordina non si è infatti ancora spenta l’eco della tragedia nella quale ha perso la vita il 79enne veneziano Roberto Penso, ex dirigente delle Generali che è stato investito da un’auto nel tentativo di recuperare lo specchietto perso dopo un urto in galleria.

I precedenti Un’imprudenza, certo, ma la verità è che i sinistri all’interno di quel tunnel sono stati numerosissimi, fin da quando nel 2007 fu inaugurato. Torna alla memoria lo scontro frontale che nel 2013 causò due vittime, mentre alcuni anni più tardi nello stesso tratto si verificò un pauroso incidente fra tre moto e tre auto. Tre anni fa perse la vita un anziano, centrato in pieno da un’altra auto, e anche in questo 2026 si sono verificati diversi sinistri con ciclisti travolti dai veicoli. Proprio gli amanti delle due ruote, in prossimità dell’imbocco, si rendono conto della pericolosità di percorrere il tunnel ma, al momento, non ci sono alternative. La strada che corre di fianco e che collega Morbiach di Cencenighe con Listolade di Taibon, è chiusa al traffico, anche se qualche appassionato, in barba ai divieti, la percorre lo stesso. Variante rischiosa Venerdì, le lunghe colonne di auto che si sono formate a seguito della chiusura forzata della galleria per l’incidente mortale, di fatto hanno costretto Veneto Strade a sbloccare la “variante esterna” a senso unico alternato, regolato dalle forze dell’ordine. In realtà i 4 chilometri di strada esterna che collegano Listolade a Cencenighe sono uno dei punti più critici dell’intera strada regionale sul fronte del rischio idrogeologico. La verticalità delle pareti rocciose sovrastanti e l’azione erosiva del torrente Cordevole hanno causato nel tempo numerosi eventi franosi e colate detritiche. Dall’alluvione del ‘66, e poi negli anni ‘80 e ‘90, si sono verificati innumerevoli distacchi e altrettanto frequenti chiusure. Nei primi anni 2000 una serie di scariche ripetute di massi convinse la Regione e Veneto Strade dell’impraticabilità a lungo termine del percorso, col conseguente maxi investimento che ha portato alla progettazione e realizzazione della galleria. Dopo l’apertura del tunnel, la variante esterna è stata di fatto utilizzata da pedoni e biciclette, fino al 2023 quando una grossa frana è piombata giù dal versante del monte Pelsa, causando la chiusura definitiva della strada, che si protrae nel tempo. Allerte e ripristino In tempi non sospetti il sindaco di Cencenighe Mauro Soppelsa aveva già intuito che la galleria non avrebbe risolto tutti i mali: «Tanti cicloturisti saranno costretti a usarla con tutti i rischi relativi». È stato buon profeta. Dopo la chiusura la sede stradale della bretella è stata liberata e sono state fatte varie opere di manutenzione, ma allo stato dei fatti rimangono ancora i divieti. «Non si può aprire perché servono ancora lavori di consolidamento sul versante -spiega ora il vicesindaco di Taibon, Franco Soccol- I fondi ci sono: l'obiettivo è rendere il tratto fruibile ai ciclisti entro un paio d'anni, usandolo anche come via alternativa per i veicoli in caso di emergenza». Accanto al ripristino della bretella esterna, c'è chi suggerisce di intervenire subito anche sulla sicurezza interna del tunnel con limiti di velocità e cartelli luminosi. «Nei primi 50 metri della galleria la visibilità è minima a causa dello sbalzo di luce tra esterno e interno» continua Soccol. Si riferisce al cosiddetto fenomeno dell’accecamento che potrebbe anche essere stato alla base del drammatico incidente di venerdì. «Una soluzione -conclude- potrebbe essere l'installazione di luci più potenti all'imbocco, abbinata a pannelli luminosi e lampeggianti sopra gli ingressi che richiamino l'attenzione dei conducenti, invitandoli a rallentare».