Civitanova, 5 luglio 2026 – “Dopo quasi un mese e mezzo dall’attivazione del mio impianto cocleare, posso dire che riesco a percepire molte cose in più rispetto a prima. Il primo giorno mi sono chiuso in camera e mi sono messo a dormire per quattro ore per la stanchezza e la confusione: era forte sia lo choc sia la sensazione che sentivo. Troppo strana. A volte persino un po’ scoraggiante. Poi, nei giorni successivi, è stato tutto uno scoprire suoni nuovi”. Il 52enne Romano Mandozzi, il primo paziente operato all’ospedale di Civitanova per impianto cocleare, l’“orecchio bionico”, racconta come è cambiata la sua vita.
Mandozzi è nato con una sordità bilaterale profonda e, prima dell’intervento, era andato avanti con le protesi acustiche. L’operazione era stata effettuata ad aprile da un’équipe guidata dal professore Giampiero Ricci dell’Università di Perugia e dal dottor Cesare Carlucci, direttore dell’Otorinolaringoiatria di Civitanova. A maggio era stata la volta dell’attivazione. “Prima ho iniziato a sentire il caffè che esce dalla caffettiera e si riversa nella tazzina – prosegue Mandozzi –. Mai sentito. Poi le cicale furiose (gridano veramente tanto). Alcuni suoni invece ancora non riesco a percepirli bene, ma sono solo alla terza mappatura (la programmazione personalizzata del processore esterno, per ottimizzare la percezione sonora, ndr) e sento che non è stata ancora raggiunta la regolazione finale. La voce umana l’ho sentita sin da subito, ma sentire non significa capire e in realtà all’inizio capivo ben poco. Prima erano solo suoni, come altri, poi gradualmente hanno iniziato ad assumere significato: sono diventati un qualcosa, sono numeri, parole, frasi, voce maschile o femminile. Ancora oggi per me gran parte del linguaggio parlato resta poco comprensibile senza un riferimento contestuale. Senza labiale e senza sottotitoli, ancora è difficile capire la tv. Un suono un “po’ buio”. Come quando vedi una parete piena di colori, ma per te è un muro sbiadito con colori confusi sul quale ogni giorno riesci ad identificare un colore nuovo e il muro si colora sempre di più. Lentamente. Molto lentamente. Oggi stavo pensando che anche se il mio udito non dovesse migliorare più, cosa improbabile, avrei sempre un enorme guadagno rispetto a prima. Non c’è storia”.






