«Ho pagato e, malgrado ciò, ho visto morire mia figlia». Vincenzo Tucci, un uomo piegato dal dolore per la perdita prematura e - al momento - senza un perché della figlia, affida ai suoi legali un grido lacerante. Francesca Antonia Tucci, una ragazza di Afragola di appena 24 anni, è deceduta nel reparto di Terapia intensiva del Cardarelli in seguito a un intervento chirurgico eseguito in regime di intramoenia. Ma qualcosa nel percorso clinico è andato tragicamente storto. Sulla vicenda la Procura ha subito puntato un faro e i primi avvisi di garanzia non si sono fatti attendere. Nel registro degli indagati fanno capolino così i nomi del primario Felice Pirozzi, direttore dell’unità Chirurgia generale a indirizzo oncologico mininvasivo con alta specializzazione esofago-gastrica, e degli altri componenti dell’equipe, i sanitari Giuseppe Magno e Francesca Duro.

La tragedia Francesca Antonia, figlia di un imprenditore del settore dolciario molto conosciuto in città, conduceva una vita normale, divisa tra gli affetti e lo studio: le mancavano solo due esami alla laurea. Soffriva però della sindrome di Wilkis, una rara patologia congenita di compressione vascolare, che le provocava difficoltà digestive e gonfiore addominale. La ventiquattrenne aveva così deciso di risolvere una volta per tutte il problema e, dopo alcune consulenze specialistiche tra Milano e Roma, si era affidata al chirurgo del Cardarelli che aveva dato la propria disponibilità a operarla.Caos sul volo Mykonos-Napoli: passeggero costretto a scendere perché non sposta il bagaglio| VideoLa situazione è precipitata mercoledì notte, quando ha iniziato ad avvertire vomito e ripetuti svenimenti. La madre, allarmata, ha chiesto aiuto sia in reparto che al pronto soccorso, implorando un intervento immediato di fronte a un quadro clinico che stava precipitando. Ottenuto un controllo radiologico tramite Tac, i riscontri diagnostici hanno spinto i medici a sottoporre la giovane a un secondo intervento d’urgenza. Un tentativo disperato, che purtroppo si è rivelato del tutto vano. Il cuore di Francesca ha smesso di battere poche ore dopo il trasferimento in Rianimazione, lasciando nello sconforto una comunità, quella di Afragola, rimasta letteralmente sotto choc alla notizia. La denuncia La denuncia presentata nelle ore successive dai familiari della vittima è così finita sulle scrivanie del sostituto procuratore della sezione Colpe professionali, Mario Canale, e dell’aggiunto Antonio Ricci, i quali hanno aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. I pm hanno avviato gli accertamenti urgenti disponendo il sequestro della salma e l’acquisizione delle cartelle cliniche, che sono state immediatamente prelevate per evitare eventuali alterazioni. Il sequestro consentirà lo svolgimento dell’esame autoptico, considerato la chiave di volta dell’intera indagine. Il conferimento dell'incarico ai periti che si occuperanno dell’accertamento irripetibile è stato fissato per martedì mattina. Saranno proprio i risultati dell’autopsia a dover chiarire le cause del decesso e se ci siano state colpe o omissioni nella fase esecutiva dell’intervento o nella gestione post-operatoria, valutando se ci sia stato un fatale ritardo nella diagnosi delle complicazioni insorte dopo il primo intervento. Come atto dovuto in vista dell’autopsia, l’avviso di garanzia ha raggiunto i tre medici dell’équipe, tra cui il chirurgo che ha eseguito entrambi gli interventi. Parola ai consulenti Sotto la lente degli inquirenti finiscono così Felice Pirozzi, luminare del settore con alle spalle oltre 6.000 interventi, la maggior parte dei quali eseguiti con tecniche di chirurgia mini-invasiva o robotica; Giuseppe Magno e Francesca Duro. L’iscrizione nel registro degli indagati è comunque un atto anche a tutela dei medici stessi, per consentire loro di nominare i propri periti di fiducia e partecipare agli accertamenti legali. Il pool difensivo che assisterà la famiglia Tucci nel prosieguo del delicato iter investigativo e giudiziario sarà invece composto dagli avvocati Massimo Lanna, Massimo D'Errico e Francesco Petruzzi, che hanno già annunciato la nomina dei propri consulenti, delegati ad assistere alle operazioni peritali. Tra questi, il professor Maurizio Gentile e il medico legale Luca Scognamiglio. Una vicenda dolorosa che si stringe attorno al dramma di una famiglia che chiede adesso di sapere come si possa morire a vent'anni per un intervento programmato che doveva restituire il sorriso e che si è trasformato, invece, in un incubo senza via di uscita.