Uno studio internazionale sposta lo sguardo sull’ADHD adulto: riconoscere le proprie risorse può migliorare la qualità della vita

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Guardare anche dove funzionaIl benessere passa anche da ciò che sai usareUna parola in più

Per anni l’ADHD è stato raccontato quasi sempre partendo da ciò che manca: attenzione che scappa, impulsività, memoria che fa i bagagli senza avvisare, fatica a restare dentro una routine ordinata. Una specie di inventario dei difetti, utile per capire le difficoltà, certo, però incompleto quando diventa l’unico modo di guardare una persona. Nel mezzo di quel catalogo clinico, ora, una ricerca internazionale prova a mettere sul tavolo anche altro: creatività, spontaneità, umorismo, intuizione, iperfocus. Parole che non cancellano i problemi quotidiani, però allargano il quadro. E già questo, per chi vive con ADHD, può cambiare il modo di stare davanti a sé stesso.