Il modulo S1/S2 dà il potere a un proprietario di casa di opporsi al ricongiungimento familiare di un inquilino straniero. Le Prefetture lo richiedono, ma la legge non lo prevede: un cittadino senegalese residente nel bresciano ha deciso di fare ricorso

In questo periodo in Italia si parla molto spesso di immigrazione e maggiori controlli su ingressi e permanenza di cittadini stranieri. Eppure, esistono moltissime situazioni che vedono ogni giorno cittadini stranieri vivere, lavorare e pagare le tasse nel nostro Paese, senza che i loro diritti siano pienamente tutelati. Il caso di un cittadino senegalese residente a Montichiari mette così in luce un diritto al ricongiungimento familiare non riconosciuto dalla prefettura di Brescia per la semplice opposizione da parte del suo proprietario di casa, come racconta a Open uno dei suoi avvocati, Livio Neri.

Ricongiungimento familiare: il caso del cittadino senegalese residente a Montichiari

Nelle pagine del ricorso depositato presso il tribunale di Brescia dagli avvocati esperti di diritto dell’immigrazione Livio Neri e Alberto Guarisio emerge chiaramente il quadro della questione. Si tratta della storia di Abdoulahad, un cittadino 47enne di origini senegalesi arrivato in Italia nel 2001 che nel 2010 è entrato in possesso di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. «Sin dal suo ingresso sul territorio nazionale – si legge nelle carte processuali – (Abdoulahad, ndr) ha sempre lavorato come operaio metalmeccanico nella provincia di Brescia», a Montichiari, e «da tempo, ha maturato le condizioni reddituali per poter ricongiungere i propri familiari residenti in Senegal». Eppure, un provvedimento del Prefetto di Brescia del 14 dicembre del 2025, gli comunicava a un anno e mezzo dall’inizio dell’iter, il rigetto del nulla osta per il ricongiungimento familiare con il figlio minorenne. La motivazione: l’assenza di un solo modulo.