Non è comparso all’improvviso. Per decenni si è nascosto tra le corsie degli ospedali, cambiando lentamente il proprio patrimonio genetico fino a trasformarsi in uno dei superbatteri più temuti dalla medicina moderna. È la storia di Acinetobacter baumannii, patogeno responsabile di infezioni spesso letali nei pazienti più fragili e oggi tra i simboli della resistenza agli antibiotici. A ricostruirne l’evoluzione – come riporta l’Adnkronos Salute – è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Microbial Genomics, che ha analizzato oltre mezzo secolo di materiale biologico, risalendo fino agli anni Settanta. Il risultato è una sorta di “albero genealogico” del batterio, capace di mostrare come abbia accumulato, passo dopo passo, le modifiche genetiche che lo hanno reso sempre più difficile da combattere.
“Sappiamo che i batteri che causano infezioni nell’uomo possono adattarsi agli antibiotici che usiamo per curarle, rendendoli inefficaci”, spiega Benjamin Evans, della Norwich Medical School dell’Università dell’East Anglia e primo autore dello studio. “Comprendere come Acinetobacter baumannii si sia evoluto fino a diventare una minaccia così temibile è fondamentale per fermarne la diffusione”. L’Acinetobacter baumannii è un batterio opportunista che prolifera soprattutto negli ambienti ospedalieri. Colpisce in particolare i pazienti ricoverati in terapia intensiva o con un sistema immunitario compromesso, provocando polmoniti, infezioni del sangue, delle ferite chirurgiche e delle vie urinarie. Il problema è che, in molti casi, le comuni terapie antibiotiche non riescono più a eliminarlo.







