Ottavia Munari
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Sembra esserci una svolta nelle indagini sull’esplosione che pochi giorni fa ha scosso il principato di Monaco. Fin da subito, che fosse un atto doloso, un vero e proprio attentato e non un incidente, era stato evidente. Ora parrebbe che il responsabile dell’attacco in cui l’uomo d’affari ucraino Vadim Ermolaev, la compagna Anna Nasobina e il figlio tredicenne sono rimasti gravemente feriti, non sia – come qualcuno aveva ipotizzato – il Cremlino, bensì Anastasiia Berezovska, una donna ucraina di 39 anni residente in Germania, già nota per i suoi legami con la criminalità organizzata.
La procura di Monaco ha emesso un mandato d’arresto e ieri l’Interpol ha diffuso il nome della ricercata. Un identikit non privo di segni fortemente riconoscibili, la Berezovska infatti – si legge nella nota – ha un grande tatuaggio raffigurante un serpente sul braccio destro. Dall’analisi delle videocamere di sorveglianza dell’edificio e dintorni pare sia proprio lei – vestita da uomo – pochi istanti prima dell’esplosione a posare la bomba davanti alla casa di Ermolaev. Nei giorni precedenti all’attentato, secondo diverse testimonianze concordanti, la donna avrebbe svolto più sopralluoghi. Dai filmati, subito dopo l’esplosione, si nota l’attentatrice allontanarsi in rue Révérend-Père-Louis-Frolla, passando per Beausoleil, località a poche centinaia di metri in territorio francese.










