HomeSportAltri SportLa truppa toscana alla Maratona delle Dolomiti: tanti appassionati e diversi volti noti del ciclismoLa grande festa del Pedale: una delle Granfondo più amate a livello internazionale. Tre percorsi: corto, medio e lungo, con tanti passaggi emozionanti in Val Badia. Fragli ex campioni ci sono Bettini, Bennati, Petacchi e l’ex ginnasta Juri ChechiUn passaggio della Maratona delle Dolomiti (Dalla pagina Facebook della manifestazione)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa Villa, 4 luglio 2026 – Il più anziano è di Pisa, classe 1948: si chiama Alessandro Antonelli, porterà il dorsale 4393. Il più giovane è un fiorentino di Marcialla, Matteo Gioviti, classe 2005, già attivo nel ciclismo giovanile; sarà in gara con il padre Matteo. Sono gli estremi “anagrafici” del plotone toscano alla Maratona delle Dolomiti, la più classica e di certo la più suggestiva nel panorama delle granfondo a pedali di casa nostra e non solo: una giornata attraverso gli scenari inconfondibili tra cime che hanno fatto la storia d’Italia e passi e luoghi e tornanti che hanno visto la storia del ciclismo, con le imprese dei più grandi eroi del pedale.

Il via domattina poco dopo l’alba – alle 6,30 il colpo di cannoncino di Michil Costa, l’inventore e l’anima, dopo tutti i consueti riti: il primo gel trangugiato, due parole e due pacche sulle spalle a chi ti sta accanto, la benedizione del parroco-decano di Badia “siur” Jaco Willeit – da La Villa in direzione Corvara, per affrontare i tre percorsi della più magica tra le competizioni (ma c’è anche chi la prenderà come semplice passeggiata…) regalate da calendario al popolo degli amatori del pedala. Tre percorsi, tre livelli di impegno: il Sella Ronda, giro dei quattro passi – Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena – con 55 km di lunghezza e 1780 metri di dislivello in salita; il “medio”, che al primo giro aggiunge una nuova scalata del Campolongo – bruceranno le gambe, in quelle curvacce ripide appena sopra Corvara? – poi discesa su Arabba, svolta a sinistra verso Livinallongo, Cernadoi e su per il Falzarego-Valparola, con lo strappaccio del Mur del Giat, pendenza massima 19% nel centro di La Villa prima dell’arrivo a Corvara, 106 km e 3130 metri di dislivello; infine la Maratona vera e propria, 138 km per 4230 metri di salita perché a Cernadoi si va a destra e si affrontano il Colle di Santa Lucia, il temutissimo Giau che regala un panorama unico e infine il Falzarego versante Cortina.