Dal Bando Inps ai bonus comunali: tutte le misure previste per i campi estivi dei figli

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Con l’arrivo del periodo estivo e la chiusura delle scuole per le famiglie può diventare complesso gestire vita lavorativa e figli a casa, soprattutto quando si tratta dei più piccoli. In queste situazioni, i centri estivi possono diventare una validissima soluzione; gli importi per far svolgere queste attività ai più piccoli, però, possono essere davvero onerosi per le famiglie e non tutti possono permetterselo. A dare una mano in questi casi, alleggerendo il peso economico delle rette di iscrizione, per il 2026 ci sono due possibilità: il bando ufficiale del’Inps, rivolto a specifiche categorie; i fondi statali distribuiti direttamente ai Comuni per l’attivazione di bonus a livello locale.Vediamo di cosa si tratta e come accedere a queste soluzioni.Il bando Inps: a chi spetta A livello statale, il contributo principale è quello previsto dall’Inps il bando “Centri estivi diurni 2026”. Si tratta di un’agevolazione a cui non possono accedere tutti , essendo riservata ai figli, agli orfani e ai minori equiparati di: dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali; pensionati iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici; iscritti alla Gestione Fondo Poste-Asf. Il contributo copre, in tutto o in parte, le spese sostenute per la frequenza di centri estivi diurni svolti in Italia nel periodo compreso tra giugno e settembre 2026 ed è destinato ai minori di età compresa tra 3 e 14 anni. Il bonus consiste, pertanto in un rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per la frequenza del centro estivo, e viene riconosciuto per un massimo di quattro settimane, anche non consecutive. L’importo del rimborso, inoltre, non è uguale per tutti i richiedenti ma è determinato in base all’Isee del nucleo familiare: rimborso fino al 100% della retta settimanale, entro il limite massimo previsto dal bando per le famiglie con Isee fino a 8mila; per gli Isee superiori gli 8mila euro la percentuale di rimborso diminuisce progressivamente secondo gli scaglioni definiti dal bando, fino a una copertura ridotta per i nuclei con redditi più elevati o per chi non presenta la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica). È possibile presentare la domanda esclusivamente online attraverso il portale dell’Istituto, accedendo con Spid, Cie o Cns e seguendo la procedura dedicata alle prestazioni di welfare.Ai fini del rimborso è fondamentale conservare tutte le pezze giustificative della spesa: la ricevuta d’iscrizione, la fattura intestata al genitore richiedente e l’attestato di effettiva frequenza del minore. La mancanza anche di un solo documento comporterà inevitabilmente il blocco del rimborso.I fondi comunaliPer le famiglie che non rientrano nelle categorie previste dal Bando dell’Inps, invece, sono stabiliti appositi fondi attraverso il Fondo nazionale per i centri estivi, le cui risorse vengono stanziate dal Governo e trasferite direttamente ai Comuni italiani. Pertanto, i Comuni interessati devono presentare richiesta di risorse rivolti a finanziare direttamente le iscrizioni ai centri attraverso tariffe agevolate oppure stanziando voucher o bonus comunali destinati alle famiglie residenti, tramite appositi bandi pubblicati sui rispettivi albi pretori.