Non si è voltato dall’altra parte. Quando ha visto quel giovane accanirsi con un coltello contro un uomo seduto al bar insieme al figlio, ha reagito d’istinto. Lo ha rincorso, gli si è avventato addosso e lo ha immobilizzato fino all’arrivo della polizia, impedendogli di fuggire. Si chiama Sobhi Rezk Azzam, ha 38 anni, è egiziano e lavora come muratore a Milano. È lui l’uomo che sabato mattina ha fermato il 22enne italiano di origine gambiana autore dell’aggressione avvenuta in via Alfonso Capecelatro, nel quartiere di San Siro. Il suo racconto restituisce tutta la brutalità di una scena consumatasi nel giro di pochi istanti.

“Questa mattina al bar erano seduti un uomo con suo figlio. È arrivato questo ragazzo e così, dal nulla, ha accoltellato la pancia dell’anziano una decina di volte. Stava per scappare quando l’ho bloccato a terra”. Parole semplici, pronunciate senza enfasi, che descrivono un gesto istintivo e coraggioso. Mentre le persone presenti cercavano di capire cosa stesse accadendo, Sobhi ha deciso di intervenire. Ha raggiunto l’aggressore prima che potesse allontanarsi e lo ha tenuto fermo fino all’arrivo degli agenti, aiutato poi anche da altri presenti.

L’aggressione, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, sarebbe stata completamente immotivata. La vittima, un uomo di 55 anni, stava parlando tranquillamente con il figlio e con alcuni clienti del bar quando il giovane si è avvicinato. Ha estratto un coltello con una lama di circa sette centimetri e ha iniziato a colpirlo ripetutamente, senza che tra i due vi fosse stata alcuna discussione. Una dinamica confermata anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, visionate dal titolare del locale.