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Dopo anni di discussioni il governo ucraino ha approvato una riforma del servizio militare che ha l’obiettivo principale di aumentare i soldati al fronte. Da tempo l’esercito ucraino è a corto di uomini oltre che di armi, per via delle perdite ma anche per il numero sempre maggiore di persone che disertano o che abbandonano durante il periodo di servizio, tra le altre cose per stanchezza e frustrazione.

In Ucraina c’è la mobilitazione obbligatoria per tutti gli uomini tra i 25 e i 60 anni. Chi viene chiamato in servizio deve restare nell’esercito fino alla fine della legge marziale, introdotta all’inizio dell’invasione russa su larga scala. Le nuove regole puntano soprattutto a convincere ad arruolarsi anche chi non è obbligato e chi si è sottratto illegalmente. Le modifiche varranno anche per chi non è cittadino ucraino, con l’obiettivo di attirare nuovi combattenti stranieri.

La riforma prevede anzitutto un notevole aumento delle paghe, commisurate al ruolo e alla posizione: chi è esposto a rischi maggiori nei combattimenti guadagna di più. Avviene già ora, ma il distacco sarà più netto. Per esempio lo stipendio medio di un soldato di fanteria in prima linea raddoppierà, passando dall’equivalente di circa 3mila euro al mese a circa 6mila; quelli nelle retrovie passeranno dagli attuali circa 400 euro a circa 600.