Colpita ripetutamente alla testa con una bottiglia di vetro e ridotta in fin di vita: una donna di 38 anni originaria dello Sri Lanka è stata picchiata dal marito e ora si trova ricoverata presso l’ospedale Sant’Andrea in prognosi riservata. Lei lotta fra la vita e la morte, mentre l’uomo è stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Roma e adesso si trova in carcere a Regina Coeli.

Tutto è avvenuto davanti agli occhi impietriti del figlio 12enne. La furia è scattata poco prima dell’ora di cena di venerdì 3 luglio. La coppia si trovava nel loro appartamento di via Vernio, nei pressi di villa Spada, tra Fidene e Porta di Roma. Un tardo pomeriggio come tanti prima di cena. Ma all’improvviso inizia una discussione per futili motivi fra il marito, 41 anni, e la moglie. Sembrava un diverbio banale ma l’uomo non smette e anzi inizia ad alterarsi sempre di più. Alza la voce, si agita, urla, si innervosisce. Il figlio è in casa, nella sua stanza, aspettando di sedersi a tavola per la cena. Ma la lite fra i coniugi continua. Il marito inizia a inveire e a urlare contro la moglie, la insulta, è fuori di sè. All’improvviso, la furia: l’uomo afferra una bottiglia di vetro e inizia a colpire in testa la donna che cerca di difendersi proteggendosi con le mani protese verso l’alto, ma non riesce perché la furia del marito è inarrestabile. L’uomo colpisce più volte la moglie in testa mentre il figlio accorre sulla scena del pestaggio ma anche lui non riesce a fermare la furia del padre. Alla fine la donna cade in terra con numerose fratture in testa. A quel punto l’uomo smette ed è lui stesso a chiamare i soccorsi al 112 mentre il figlio rimane sgomento per la violenza a cui ha dovuto assistere. I sanitari e i carabinieri, subito accorsi in via Vernio, si trovano davanti agli occhi una scena drammatica: la donna è portata d’urgenza al pronto soccorso del Sant’Andrea mentre l’uomo è arrestato in flagranza di reato con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Il figlio minorenne invece è stato temporaneamente affidato alla nonna materna. La madre è ancora in prognosi riservata con polifratture al cranio.