| 4 Luglio 2026 11:02 |

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(Adnkronos) – Trenta minuti di discorso per denunciare “la minaccia comunista, l’attacco alla nostra identità da parte del radicalismo interno” e per celebrare “l’eccezionalità e la potenza” americana. Donald Trump ha celebrato così il 250mo anniversario degli Stati Uniti, parlando a Mount Rushmore, in South Dakota, sotto gli imponenti volti di granito che raffigurano George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt. Un privilegio al quale aspira, perché non gli basta che un edificio federale a Washington gli sia stato intitolato, così come alcune navi da guerra della marina, un aeroporto a Palm Beach, in Florida, e un nuovo conto di risparmio governativo. Ma nessun onore presidenziale è paragonabile all’avere il proprio volto scolpito sul Monte Rushmore, tanto che la Casa Bianca, in passato, si era mossa per valutare la fattibilità di aggiungere il volto del tycoon, sebbene indagini geotecniche abbiano escluso categoricamente la possibilità di ampliare il monumento, data la fragilità della roccia.

Volto o non volto, il presidente americano, ieri sera, si è recato al monumento in South Dakota alla vigilia del 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti e ha tenuto un discorso concentrato sulla forza dell’America, definendo gli Stati Uniti “il Paese più potente della Terra”. “Questa sera ci riuniamo alla vigilia di uno dei giorni più straordinari della storia del mondo. Celebriamo 250 anni di gloriosa indipendenza e 250 anni di maestosa libertà americana. Non c’è niente di simile – ha affermato – Gli Stati Uniti d’America sono la nazione di maggior successo, più realizzata ed eccezionale che sia mai esistita nella storia dell’umanità. Ed è un onore essere il vostro presidente”.