TRENTO. La giornata di piogge di mercoledì non ha scacciato la minaccia: anche questa estate rischia di essere segnata dall'emergenza idrica, per il Trentino.Se le rilevazioni dell'Osservatorio del distretto delle Alpi Orientali hanno confermato un livello di severità bassa per una possibile carenza idrica nei bacini dell'Adige e del Brenta, i rischi per le prossime settimane potrebbero arrivare sia da nord che da sud. Da un lato la carenza di riserve di neve in quota, dall'altro le esigenze di Veneto e Lombardia potrebbero stringere il Trentino in una morsa segnata dalla carenza d'acqua.
Da Milano è già partita la richiesta di aumentare i rilasci lungo il corso del Chiese per alimentare il lago d'Idro e l'impressione è che questa possa essere solo la prima di richieste analoghe che arriveranno a breve.Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ieri ha firmato, infatti, un'ordinanza con la quale viene dichiarato lo stato di emergenza regionale su tutto il territorio, «a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate, in particolare nel territorio del Distretto del fiume Po, e del rischio di risalita del cuneo salino».La decisione è stata assunta alla luce della verificata presenza di deficit di precipitazioni in particolare a partire da marzo (-21%), peggiorato in aprile e ancora sotto media storica a maggio.









