In Campania la misura si chiamerebbe “contratto di cittadinanza attiva” e legherebbe il sostegno economico a un percorso di formazione o lavoro.

Elena Vignati e Roberto Fico

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Nei primi sei mesi di legislatura regionale Roberto Fico è stato molto attento a parlare di «ritorno» del Reddito di cittadinanza in Campania. Il motivo è duplice: una misura così larga avrebbe bisogno di un finanziamento monstre che ricadrebbe sulle sole casse della Regione, così come peserebbe solo su Palazzo Santa Lucia l'onere dei controlli. Il secondo motivo è squisitamente politico: l'RdC, misura fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle nel 2019, quando era al governo, in una sua versione locale potrebbe essere oggetto di pesanti attacchi e speculazioni politiche nell'anno delle elezioni, il 2027.

Di certo c'è che una misura di sostegno al reddito è fortemente chiesta in Campania, regione tra le principali a rischio povertà secondo i dati Eurostat, insieme a Calabria e Sicilia; del resto l'attuale governatore in campagna elettorale aveva promesso misure di aiuto per le fasce più deboli. Dunque che si fa? Per ora si parte dal Consiglio regionale, dove è approdata la proposta, a firma Movimento Cinque Stelle, di una misura regionale di sostegno al reddito per chi resta escluso dall'Assegno di Inclusione. Lo strumento usato è quello della mozione consiliare che – se approvata – «impegna la giunta regionale» a lavorare su una proposta. Prima firmataria Elena Vignati, con tutto il gruppo M5s: Salvatore Fiocco, Raffaele Aveta, Gennaro Saiello e Luca Trapanese. In che consiste? Alla base della mozione c'è la constatazione che il passaggio dal Reddito di Cittadinanza ai nuovi strumenti nazionali, ovvero l'Assegno di Inclusione (Adi) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl), ha lasciato fuori una parte di famiglie che, pur trovandosi in condizioni di disagio economico, non rientrano più nei requisiti previsti dalla normativa statale. I firmatari nel testo richiamano i dati sulla povertà in Campania, tra le regioni italiane con l'incidenza più alta di povertà assoluta e relativa, con criticità particolari per famiglie numerose, giovani, disoccupati di lunga durata e nuclei monoparentali.