Hugh Howey, l’autore della trilogia Wool, cui la serie tv Silo si ispira, è cresciuto in campagna, nella rurale Carolina del Nord. Durante la guerra fredda. In un’intervista ha ricordato, con una punta di sconcerto, che suo padre, «fervente Repubblicano, al tempo odiava la Russia. Mentre ora i Repubblicani amano la Russia…».
Quando Hugh Howey ha deciso che, oltre a fare il commesso in un negozio di libri, il tecnico audio e il marinaio, avrebbe anche voluto scrivere libri, il mondo che ha immaginato e che ha inizialmente affidato a una piattaforma per l’autopubblicazione, era un silos, come quelli che dalle sue parti si usavano per stoccare il grano. Un luogo rigidamente gerarchico dove l’ordine era garantito da un gran numero di leggi e regolamenti, proprio come quelli di cui parlavano i notiziari che, insieme al suo papà, ascoltava da bambino, quando descrivevano quel mondo misterioso, oltre la cortina di ferro.
Insomma, due buone idee. Che hanno prodotto una trilogia detta anche “Del Silo” che ha venduto più di tre milioni di copie (il primo mezzo milione su Amazon, ancora prima che un editore si facesse vivo) e poi tre stagioni di una serie di successo prodotta da Apple TV (la prima puntata delle 10 che costituiscono la terza serie è già disponibile).











