<p><strong>Fare sistema è la più grande innovazione per chi innova</strong>.

Con l’integrazione di <strong>PranaVentures</strong> in <strong>P101 Sgr</strong> prende forma quella che i protagonisti definiscono la prima vera operazione di consolidamento in Italia nel settore del <strong>venture capital</strong>: un polo che oggi conta una raccolta totale di <strong>600 milioni di euro</strong>, articolato tra otto fondi, con più di 80 società in portafoglio e che nel 2025 ha generato circa <strong>2 miliardi di ricavi aggregati</strong> con oltre 5.500 occupati. </p> <p>E con il nuovo veicolo seed già in raccolta da 100 milioni di target, <strong>Prana101</strong>, il prossimo obiettivo è portare la raccolta fino a 700 milioni. </p> <h2><strong>L'obiettivo della massa critica nel mercato europeo</strong></h2> <p>La logica dell’operazione va oltre la crescita dimensionale.

«Nel panorama italiano non ci sono ancora aggregazioni e manca la <strong>massa critica per competere davvero a livello europeo</strong>», spiega <strong>Lisa Di Sevo</strong>, fondatrice di <strong>PranaVentures</strong>.

«Per questo abbiamo costruito insieme questa partnership: l’obiettivo è creare un asset manager capace di coprire <strong>tutti i cicli di vita di un’impresa innovativa</strong>». </p> <p>È proprio il concetto di <strong>massa critica</strong> il filo conduttore dell’operazione.